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Correre il rischio

"Se si vive pensando a tutte le brutte cose che possono succedere, presto ci si convince che è meglio non far nulla"

Tratto da Sulle ali delle aquile di Ken Follett

Quante volte nella vita quotidiana ci ritroviamo immobilizzati dal "cosa potrebbe succedere se"?

Questo stato mentale non è sempre solo un semplice momento di esitazione, ma in alcuni casi una gabbia invisibile che rischia di trasformarsi in un'intera filosofia di vita che ci porta all'inazione. La paura, quando la lasciamo proliferare nei nostri pensieri, ha un effetto cumulativo. Non è solo il timore di un singolo fallimento, ma la costruzione graduale di un'intera visione del mondo dove ogni rischio appare ingiustificato, ogni passo fuori dalla zona di comfort un potenziale disastro. La resa delle armi nei confronti di qualsiasi impegno politico-sociale perché "tanto nulla cambierà" ha creato nella nostra società una sorta di incrollabile certezza che da un lato ci assuefa all'inevitabile ma che soprattutto ci giustifica, classificandoci come vittime del sistema.

Forse la saggezza sta nel riconoscere che la natura umana non vada giudicata troppo severamente, accettando che la cautela sia una forma di protezione naturale. Ma d'altra parte, se il fallimento davvero fosse ineluttabile, allora il rischio potrebbe davvero valere la pena correrlo. "Perché, non succede... ma se succede, allora è il Delirio".

Allora un plauso a chi inutilmente rischia, azione imperfetta ma autentica che non solo ci rende umani ma vivi!